“Sei caduta?” ecco la domanda di rito quando torno a casa dal maneggio, non “Ti sei divertita?”. Certo è uno sport pericoloso, ma se possono cadere i cavalieri talentuosi, figuriamoci io che devo ancora imparare tanto, anche se pratico l’equitazione già da qualche anno!
Qualche caduta può starci, il trucco è far si che non diventi un’abitudine e cercare di non farsi impressionare troppo dall’accaduto, ma tornare in sella e reagire.
L’ultima volta, però, devo ammettere che mi sono spaventata un po’! Il mio cavallo era un po’ nervoso, ha fatto uno scatto, non sono stata pronta e non sono riuscita a rimanere in sella. La paura è stata non tanto per la caduta (ho fatto proprio un bel volo!), ma per l’amnesia momentanea conseguente ad essa (poi mi è venuto in mente praticamente tutto!). Pensa non mi ricordavo nemmeno del viaggio casa – maneggio e della lezione fatta vuoto totale! Certo sapevo perfettamente dove ero, conoscevo le persone, ma il non sapere cosa era successo e la sensazione di non avere completamente il controllo della situazione e dei miei ricordi mi aveva fatto venire l’ansia.

Poi sono tornata in sella, anche se ero tesa come una corda di violino …
Riporto qui una frase tratta da “Cavalli e cavalieri” che mi ha particolarmente colpito.

Trovo che l’equitazione sia un po’ metafora della vita: magari le cose non vanno come volevamo che andassero, o come ci eravamo immaginati, qualche ostacolo viene abbattuto, si cade, ma ci si rialza comunque e si cerca di andare avanti.

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