So che non mi hai lasciato

La parete grigia non è venuta esattamente come avevo in mente. Le pennellate più che sfumate sono puntinate, sembrano quasi il manto di un cavallo pomellato; allora ho deciso di farla dipingere di nuovo. Dopo questa modifica, ho chiesto un parere alla mia migliore amica ( un’ amica potrebbe dirti di tutto e il contrario di tutto, dopotutto è solo una parete … ma per essersi guadagnata lo spazio nel mio cuore, è sincera). Non solo ne è stata entusiasta, ma osservando attentamente mi ha fatto notare un curioso particolare, dicendomi : ” Le vedi quelle tre sagome?” Guardo più volte, ma non le vedo, e mi sembro essere tornata quella ragazzina, che, a differenza di tutti gli altri turisti, faticava a distinguere il profilo della dea Nut, divinità egizia del cielo, sull’immensità di un soffitto di un tempio. Dopo qualche minuto sono in grado di individuare le tre sagome e l’effetto è davvero sorprendente. Si delina un volto di un uomo di profilo, che indirizza lo sguardo verso l’ingresso della stanza; un altro di spalle (quelle spalle larghe e forti non le dimenticherò mai!); e un’altra più indefinita.
Con questo non voglio affatto spaventarti, non è magia, nè una storia di fantasmi, ma non ho alcun dubbio: quello è il suo profilo. Sembra quasi che mentre l’imbianchino stava dipingendo, il suo spirito si sia appoggiato, lasciandone impronta, come segno d’apprezzamento della tinta e come a dire “Ottimo lavoro!” Non credo più a nulla, ma sono certa che da quel posto, che amava tanto e che non ha mai visto finito, non se andrà mai.

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