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” ‘ A livella” – l’insegnamento del principe della risata

Oggi in ufficio un libro appoggiato su di uno scaffale ha attirato la mia attenzione: “‘A livella” , poesia di Totò. Era sempre stato lì in bella vista, ma non me ne ero mai accorta. Nel vederlo la mia mente è tornata indietro a quando il “mio guerriero” mi ha fatto vedere un video dove il famoso attore la recita.
Sfogliandone le pagine e leggendola mi ha fatto riflettere molto di come siamo attaccati al successo, alle apparenze, dediti al dio Lavoro, … Tanta fatica per raggiungere l’agognata carriera, perché, dopotutto i più non hanno “natali illustri, nobilissimi e perfetti”!
Scusate il cinismo di quest’articolo … normalmente sono solare, ottimista e positiva, ma quando un fulmine a ciel sereno ti squarcia la vita, cambi inevitabilmente prospettiva.

Se potessi portare indietro il tempo …

“Nessuno dovrebbe mai conoscere troppo del proprio futuro” affermava con convinzione lo scienziato di “Ritorno al futuro” quando un giovane Michael J. Fox cerava di metterlo in guardia su ciò che la vita aveva in serbo per lui.
Sicuramente sapere troppo su ciò che ti aspetta non ti farebbe vivere allo stesso modo, anzi spaventerebbe.


Avrei voluto avere una sfera di cristallo, nella quale poter scrutare il tuo destino, o una macchina del tempo, con la quale venire a conoscenza di quale crudele sorte la vita aveva in serbo per te, poter alterare gli eventi e salvarti, ma non ci sono riuscita, o forse non mi sono impegnata abbastanza. Sono forse stata troppo superficiale, o sopraffatta da una paura più grande di me e tale da non sapere più che fare? Sono certa che se fosse toccato a me quel futuro, tu avresti trovato il modo, non vi avresti lasciato andare.

Sarà quello giusto?

Non so voi, ma io il mio “mister perfect” non l’ho ancora trovato: sono perseguitata da questa regola “chi mi fuma non mi piace” e “chi mi piace non mi fuma”, o mi infatuo sempre di quello sbagliato! L’ultima sbandata (se la vogliamo definire così, questa dura da circa due anni) è per un uomo che nel complesso è assolutamente perfetto: cortese, educato, interessante, con valori (al giorno d’oggi è difficile trovarne di persone così!),con il quale mi sento capita e protetta, in particolar modo in questo periodo della mia vita, nel quale mi sento proprio come canta Sia in “Helium”:

“I’m trying but I keep falling down
I cry out but nothing comes now
I’m giving my all
And I know peace will come
I never wanted to need someone

Yeah, I wanted to play tough
Thought I could do all this on my own
But even Superwoman
Sometimes needed Superman’s soul
Help me out of this hell
Your love lifts me up like helium
Your love lifts me up when I’m down down down
When I’ve hit the ground
You’re all I need …”

Insomma è proprio una perla! Se non fosse per il fatto che è accompagnato. Uffa! Ma cosa ci trova in questa tipa così diversa da lui? D’accordo che “gli opposti si attraggono”, e che “l’amore è cieco”, ma a tutto c’è un limite!
Lei non è per niente alla sua altezza: lui solare, brillante, sportivo, spiritoso, che si sa stupire delle cose della vita, anche se ha qualche anno in più di me; lei musona, gelosa, che non sa né di me, né di te, vestita come se non tenga per niente né a se stessa, tantomeno a lui, come se quasi non si renda conto che al suo fianco ha un tipo da paura!
Conquistarlo e far si che diventi mio … come fare?
Dentro di me iniziano a combattere due vocine che mi sussurrano consigli contrastanti: una mi spiega che non è moralmente corretto “sfasciare” quell’isola felice; l’altra che qualche momento di felicità spetta anche a me! E se fosse quel lui tanto menzionato dalla mia dolce nonna, che diceva spesso “Sono un po’strega, sai! Vedrai che una volta completati gli studi lo trovi!”?
Diventare amica del “nemico” per scoprire i difetti della sua compagna e trovare il modo di metterla in cattiva luce? Potrei cercare di comportarmi alla stregua dell’insetto stecco, che è un vero mago del mimetismo, non solo per l’aspetto, ma anche per il comportamento: non vola, non punge e non scappa. Spero, però, di non fare come Julia Roberts ne “Il matrimonio del mio migliore amico” che cerca invano di sabotare il matrimonio del suo migliore amico, di cui lei è innamorata. Oppure potrei adottare la tattica del “non ti curar di lei, ma guarda e passa”?
Mentre in me vive questo dilemma, mi viene in mente quanto mi ha detto una volta un’amica:
“Il mondo è pieno di persone che in qualche modo ti possono piacere, è anche questione di occasioni per conoscerle, per instaurare un rapporto duraturo d’amore. Mi sembra che fino ad ora tu abbia avuto poche opportunità per fare tutto ciò, quindi quell’unico speciale diventa ”unico”, perché è l’unico che hai l’occasione di frequentare. Voglio dirti di non fissarti con una persona che non è libera.” Ma lei, non avendolo mai conosciuto di persona, non può di certo capire!