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dolore

Se potessi portare indietro il tempo …

“Nessuno dovrebbe mai conoscere troppo del proprio futuro” affermava con convinzione lo scienziato di “Ritorno al futuro” quando un giovane Michael J. Fox cerava di metterlo in guardia su ciò che la vita aveva in serbo per lui.
Sicuramente sapere troppo su ciò che ti aspetta non ti farebbe vivere allo stesso modo, anzi spaventerebbe.


Avrei voluto avere una sfera di cristallo, nella quale poter scrutare il tuo destino, o una macchina del tempo, con la quale venire a conoscenza di quale crudele sorte la vita aveva in serbo per te, poter alterare gli eventi e salvarti, ma non ci sono riuscita, o forse non mi sono impegnata abbastanza. Sono forse stata troppo superficiale, o sopraffatta da una paura più grande di me e tale da non sapere più che fare? Sono certa che se fosse toccato a me quel futuro, tu avresti trovato il modo, non vi avresti lasciato andare.

Il rumore della mia anima …

” Il dolore è un fiume in piena. Non devi rinforzare le pareti, ma far sì che l’acqua esca” mi disse una volta un amico, anzi per me molto di più.

Dolore,  quale dolore vi chiederete … Vi prego, non chiedetemelo, perché voglio dimenticare e far affiorare soltanto i momenti più belli,  i migliori.

A volte,  però,  pesanti nuvole grigie si accumulano nella mia anima e sono davvero difficili da allontanare. Come faccio a tenerle lontane, almeno per un po’? Scrivo.

Buffa questa parola “scrivere”. Ricordo perfettamente come andò il mio primo tema a scuola: avevo quasi il panico del foglio bianco (quale scrittore non lo teme), e … non scrissi nulla. “Non avevo niente da dire!” dissi tranquillamente a chi mi chiese spiegazioni.