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Il tempo cura le ferite ?

Più o meno definita, maggiormente accentuata o appena visibile, una crepa, o una leggera incrinatura, non può non notarsi su una superficie.
Potrai cercare di aggiustarla in qualche modo, ma i segni resteranno evidenti comunque.
Il tempo attutisce soltanto un po’ quei graffi, che la vita ti ha procurato, scalfiggendo maldestramente anima e cuore.

Come sarebbe bello se come un taumaturgo fosse capace di farle scomparire del tutto, invece di limitarsi a cicatrizzarle!

Auguri a tutti i papà vicini e lontani!

Saprai di certo che giorno è oggi. Nel caso te lo fossi dimenticato, non serve urlarlo così forte, né con scritte a caratteri cubitali sugli ingressi e sulle vetrine, che recitano: “19 marzo, festa del papà”, né con una rassegna di auguri radiofonici e canzoni a tema.
È su quello che ti manca di più che cade inevitabilmente l’attenzione, così la mia.

Da quando la mia bolla di felicità si è violentemente sgretolata vengo catturata dai gesti, che affettuosi papà rivolgono ai propri figli, sia nel mondo reale, che nei cartoni animati, che sul grande schermo.
È proprio con alcuni immagini, o meglio gesti che desidero celebrare questa festa.

Auguri a tutti i papà, vicini e lontani!

“… sono forte sì, ma anche fragile … Le difficoltà in equitazione

… sono forte sì, ma poi sono anche fragile …

Elisa

Equitazione?! Ma che sport è?! Tanto fa fatica solo il cavallo!”
Anch’io ti confesso di averlo pensato, quando ero ancora ignorante in materia e non avevo mai montato prima. Poi mi sono accorta di come sia più impegnativo di tanti altri sport.
Un binomio da creare, coordinare, gestire per creare perfetta armonia, in modo tale che quasi sembri un tutt’uno e che ci si dimentichi quasi che è composto da due identità distinte. Un binomio pensante con istinti, paure, emozioni, …
Fatica, determinazione, coraggio e soprattutto fiducia sono le parole d’ordine.
Coni d’ombra possono durare a lungo: difficoltà a partire al galoppo per paura di una sgroppata, paura di saltare, …
Sei arrivato al punto che a credere nel binomio sei soltanto tu. Il tuo istruttore crede in te come amazzone e nel tuo cavallo come cavallo sportivo, non più in voi come binomio. Ti osserva stando in piedi al centro del campo, limitandosi dirti il minimo necessario su quali esercizi devi compiere (pista, figure di maneggio, cavalletti, …) e su come eseguirli correttamente. Non usa la sua tipica enfasi nella voce, pronunciando le parole “gambe!”, “frusta!”, “brava!”, … Ti vuole solo mettere alla prova, vuole capire quanta voglia di riuscire, quanta grinta, … riesci a tirare fuori da sola, senza che lui ti esorti e ti incoraggi. Automaticamente ti senti sotto esame, osservata, giudicata. Esegui quanto ti è stato richiesto quasi senza respirare, cercando di essere il più precisa possibile nei movimenti, senza ottenere risposte indesiderate dal tuo destriero (fermate, sgroppate, difese agli ostacoli, difese alla porta, …) e soprattutto non deludere il tuo istruttore anche questa volta.


È una vera e propria sfida con te stessa: se credi in te, ce la puoi fare! Ognuno di noi ha il proprio “trucco” per riuscire: c’è chi trattiene tutta la rabbia che ha in corpo e la riesce a trasformare in rabbia positiva, sotto forma di forza e coraggio, che si traduce in una buona performance in sella; …
Io personalmente immagino di non essere sola in sella, ma che con me ci sia anche il “mio guerriero”, questa convinzione a volte la rafforzo spruzzandomi il suo profumo prima di andare al maneggio. Sentirlo mi rassicura.
Magari il tuo istruttore, conoscendoti da un po’ ha capito che questa sorta di ultimatum, che per i più non funziona, ti sarà d’aiuto e ti farà scattare la molla per riacquisire fiducia in te stessa e nelle tue capacità. Anche se rimane impassibile, quasi con fare silenziosamente severo, quasi a ricordare l’atteggiamento di un ufficiale, lo fa per te.
Sarai soddisfatta quando a fine lezione si complimenterà con te, facendoti notare che non sei la stessa delle volte precedenti, che ora hai una marcia in più, promettendoti che continuerà a farti lezione, perché ora c’è qualcosa su cui lavorare.
Ricorda: non smettere mai di credere nella riuscita del binomio, anche quando tutto sembra ormai perduto e ti sembra solo di fare un passo avanti e cento indietro.
Se non ti sei ancora avvicinato a questo sport, spero di non averti demotivato prima di iniziare, è bellissimo è come prendere in prestito la libertà.

Intrappolatati da una maschera

Ognun vede quel che tu pari. Pochi sentono quel che tu sei.
Niccolò Machiavelli

Cucite addosso così perfettamente, che farle cadere sembra quasi impossibile. È il giudizio, o il pregiudizio, che gli altri creano di te a metterle insieme e sostenerle. Così la tua vera identità, come sei davvero e non come appari resta celata.


Ottenere così una visione sfuocata e distorta di te è più che matematico.
“Eppure non sono affatto così … “. Quante l’avrai detto!
Solo la sensibilità di chi ti sta intorno, il desiderio e la curiosità di conoscerti riescono a scostare pian piano quella maschera pesante e fastidiosa, riuscendo ad esplorare i tuoi strati più profondi e nascosti.

Ogni lasciata è persa, ma …

Arrivi sulla piattaforma con un attimo di ritardo, tenti di raggiungere veloce il tuo vagone, la tua carrozza.
Per quanto ti affretti, le porte si chiudono, si libera nell’aria il consueto fischio che annuncia la partenza, i vagoni muovono sempre più velocemente.
Non c’è nulla da fare: l’hai perso.

Potrai aspettare quello successivo per raggiungere la tua destinazione, ma sarà diverso, sia nel tempo, che nel modo. Le persone saranno diverse, certo pur sempre persone, ma non le stesse che avresti potuto, o dovuto, incontrare se fossi risucita a salire sul precedente.

Se qualcuno ti è sfuggito, non ti preoccupare, non è mai troppo tardi per recuperare e “Non è mai troppo tardi per essere quello che vuoi essere”.

Ecco il segreto della felicità …

“La felicità della tua vita dipende dalla qualità dei tuoi pensieri” Marco Aurelio

Una volta, visitando una città, ho visto questa targa: “Vicolo della felicità”.

Esiste una strada con questo nome, ma come si fa a raggiungerla veramente?
Chi conosce le giuste indicazioni per arrivarci senza perdersi, percorrere tratti di strada bui e accidentati, per poi deviare in modo altalenante verso altri maggiormente invasi da un’intensa e calorosa luce?
Chi sa la risposta la terrà gelosamente per sé, o chi più altruista la condividerà, proprio come fanno i saggi. Concentrati proprio su questi ultimi, che sono capaci di infondere consigli preziosi.
Marco Aurelio aveva proprio ragione: la chiave di tutto questo sta nei nostri pensieri, o meglio, nella loro qualità. Non ti basta trovare un solo pensiero felice, come fa Peter Pan, perciò cercane più che puoi, tentando di renderne esponenziale l’effetto.

“Attimi di dimenticanza”

“Forse vi sono momentini minuscolini di felicità, e sono quelli durante i quali si dimenticano le cose brutte. La felicità, signorina mia, è fatta di attimi di dimenticanza” Antonio De Curtis – Totò

Quanto sono vere le parole del principe della risata nell’intervista di Oriana Fallaci. Felicità, cos’è la felicità, se non “attimi di dimenticanza”?

Momenti brevi, o lunghi che siano, più o meno intensi, durante i quali la tua mente allontana per un po’ i pensieri tristi, cupi, come un leggero vento che sospinge lontano le nuvole girigie, talvolta cariche di pioggia, per lasciare posto ad un cielo sereno.

Basta una serata con amici; un viaggio, magari in un luogo lontano, incapace di far riaffiorare brutti pensieri; un pomeriggio trascorso a praticare il tuo sport preferito; o buttarti a capofitto in un lavoro che ti appassiona, al punto tale da non aver tempo per altri pensieri; …
Il vento, però, torna, dapprima leggero, poi più insistente a muovere le nuvole plumbee nella tua direzione.

Infidi ricordi …

I ricordi sono infidi: ti trovano quando meno te l’aspetti. Basta una canzone, che risuona alla radio mentre sei in un locale, o stai guidando chissà verso quale meta; una fotografia, che ti capita tra le mani per caso, o che hai davanti agli occhi tutti i giorni; un luogo, conosciuto, o meno.
Una donna anziana di piccola statura con un secchio pieno d’acqua, uno straccio ed una tavolozza di colori con diverse tonalità: grigi spenti e cupi, toni carichi e vivaci. Le basta dare un attento sguardo alla superficie della tua mente per individuare i ricordi felici e quelli dolorosi; i primi brillano, alcuni dei secondi sono immagini intermittenti e fanno capolino di tanto in tanto, altri sono più forti ed insistenti.


Dapprima lancia getti di colore su quelli felici per aumentarne l’effetto benefico, ravvivarli ed aumentarne il contrasto con gli altri circostanti dal colore fievole. Se questo non è abbastanza, getta un po’ di grigio su quelli intermittenti, così da renderli quiescenti. Serve però qualcosa di più per quelli più potenti: passa più e più volte lo straccio con notevole energia.
Così immagino una sorta di coscienza, capace di agire sui ricordi.
Se solo esistesse …

“Ai più importanti bivi della vita non c’è segnaletica” Ma puoi sempre ricominciare!

Hemingway aveva proprio ragione.
Strade sterrate con un forte dislivello, che devono essere superate da un elevato numero di tornanti; altre pur sempre con una notevole pendenza, ma appena asfaltate; altre in piano, ma tortuose; altre rettilinee ti si presentano davanti in ogni fase della vita. Ne riesci a vedere solo una parte dello sviluppo, non quali pericoli, imprevisti, si celino lungo il cammino.

Non esiste nulla di più difficile che scegliere quale imboccare. Fatto qualche passo in una direzione con notevole, o poca fatica, nulla vieta di tornare indietro e percorrerne un’altra. Allora sbaglia più che puoi! Sì hai capito bene, sbaglia! Solo così capirai quello che vuoi davvero!
Guarda il video e capirai meglio, se non conosci già questa scena tratta dalla saga di “Twilight”.

Spero di non innamorarmi mai …

Leggendo il titolo di questo post, vi starete chiedendo: “Ma come? Innamorarsi è la cosa più bella che possa capitare!”
Allora è il caso che mi spieghi meglio.
Da bambina questa scena di “Amore e incantesimi”, che riporto di seguito, mi ha colpito molto.

Anch’io come la piccola strega Sally vorrei poter formulare una formula magica per poter proteggermi dall’amore. Proprio così proteggermi dall’amore, riuscendo, se possibile, a mettere una corazza sul cuore.

Questo sentimento per quanto dolce, può essere estremamente pericoloso: se inciampi nella persona sbagliata, se soltanto tu vieni colpita da una delle frecce scagliate dal maldestro Cupido, o se nel destino è già scritto che perderai il tuo lui troppo presto.

Se fossi in grado di formulare anche un solo incantesimo, non sarebbe comunque possibile sfuggirgli, prima, o poi, volenti o nolenti, accade.

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