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Le donne e l’amore: le “Cenerentola” e le donne a caccia

“L’amore è come la fortuna: non gli piace che gli si corra dietro” Gautier

L’amore lo detesta, ma alcune ragazze e donne non l’hanno ancora capito. Quelle che indossano vestiti ridotti ai minimi termini: abiti dalla generosa scollatura, o che mettono in mostra volutamente e prepotentemente cosce e gambe, o perché no sia l’una, che l’altra. È come se avessero scritto su tutto il proprio corpo a caratteri cubitali: ” SONO DISPONIBILE! “, oppure: ” CERCO UN UOMO PER LA VITA, O ANCHE PER MOLTO MENO!”. Paiono esemplari a caccia, una caccia senza tregua, finché non si riesce ad afferrare una preda. Spesso non importa di che tipo sia, purché se ne riesca ad accaparrane una. “Sola” è un termine che è stato cancellato, bannato per sempre dal loro vocabolario. Questa categoria viene detestata dalle ” donne Cenerentola”, quelle che aspettano che l’amore si accorga di loro, altrimenti … Non attendono però nell’ombra, vanno anche loro al “ballo”, sfoggiando un’arma da non sottovalutare: l’eleganza, sia nei modi, che nel vestire.
Chi vincerà? L’ardua sentenza agli uomini.

Come una matrioska

I pezzetti della tua anima, le varie tessere che rendono completa la tua personalità vengono talvolta celate, o non percepite da chi ti sta vicino.
Inevitabilmente appari in un modo, ma … ahimè non sei affatto così.

Proprio come una matrioska appare in un modo, nascondendo però al suo interno ulteriori aspetti, che solo pochi riescono a scoprire.

Non serve la magia per scomparire

Enunciare la formula magica più appropriata, accompagnata magari da uno sventolio di bacchetta, o avvolgersi in un mantello dalle magiche proprietà, dalla prodigiosa fattezza, sarebbe sufficiente a renderti invisibile.

Per tornare di nuovo visibile basterebbe un contro incantesimo, e … voilà, il gioco sarebbe fatto.
Esiste, però, un tipo di invisibilità in cui resterai intrappolato e per cui non servono trucchi, niente magia. Quell’invisibilità diventa ora più scomoda e notevolmente sofferta. Esattamente come quando, nonostante ti trovi in carne ed ossa in mezzo ad un gruppo di conoscenti, sembra quasi che la tua presenza sia diventata all’improvviso eterea ed impalpabile. O forse per loro lo è sempre stata.

Il tempo cura le ferite ?

Più o meno definita, maggiormente accentuata o appena visibile, una crepa, o una leggera incrinatura, non può non notarsi su una superficie.
Potrai cercare di aggiustarla in qualche modo, ma i segni resteranno evidenti comunque.
Il tempo attutisce soltanto un po’ quei graffi, che la vita ti ha procurato, scalfiggendo maldestramente anima e cuore.

Come sarebbe bello se come un taumaturgo fosse capace di farle scomparire del tutto, invece di limitarsi a cicatrizzarle!

Auguri a tutti i papà vicini e lontani!

Saprai di certo che giorno è oggi. Nel caso te lo fossi dimenticato, non serve urlarlo così forte, né con scritte a caratteri cubitali sugli ingressi e sulle vetrine, che recitano: “19 marzo, festa del papà”, né con una rassegna di auguri radiofonici e canzoni a tema.
È su quello che ti manca di più che cade inevitabilmente l’attenzione, così la mia.

Da quando la mia bolla di felicità si è violentemente sgretolata vengo catturata dai gesti, che affettuosi papà rivolgono ai propri figli, sia nel mondo reale, che nei cartoni animati, che sul grande schermo.
È proprio con alcuni immagini, o meglio gesti che desidero celebrare questa festa.

Auguri a tutti i papà, vicini e lontani!

“… sono forte sì, ma anche fragile … Le difficoltà in equitazione

… sono forte sì, ma poi sono anche fragile …

Elisa

Equitazione?! Ma che sport è?! Tanto fa fatica solo il cavallo!”
Anch’io ti confesso di averlo pensato, quando ero ancora ignorante in materia e non avevo mai montato prima. Poi mi sono accorta di come sia più impegnativo di tanti altri sport.
Un binomio da creare, coordinare, gestire per creare perfetta armonia, in modo tale che quasi sembri un tutt’uno e che ci si dimentichi quasi che è composto da due identità distinte. Un binomio pensante con istinti, paure, emozioni, …
Fatica, determinazione, coraggio e soprattutto fiducia sono le parole d’ordine.
Coni d’ombra possono durare a lungo: difficoltà a partire al galoppo per paura di una sgroppata, paura di saltare, …
Sei arrivato al punto che a credere nel binomio sei soltanto tu. Il tuo istruttore crede in te come amazzone e nel tuo cavallo come cavallo sportivo, non più in voi come binomio. Ti osserva stando in piedi al centro del campo, limitandosi dirti il minimo necessario su quali esercizi devi compiere (pista, figure di maneggio, cavalletti, …) e su come eseguirli correttamente. Non usa la sua tipica enfasi nella voce, pronunciando le parole “gambe!”, “frusta!”, “brava!”, … Ti vuole solo mettere alla prova, vuole capire quanta voglia di riuscire, quanta grinta, … riesci a tirare fuori da sola, senza che lui ti esorti e ti incoraggi. Automaticamente ti senti sotto esame, osservata, giudicata. Esegui quanto ti è stato richiesto quasi senza respirare, cercando di essere il più precisa possibile nei movimenti, senza ottenere risposte indesiderate dal tuo destriero (fermate, sgroppate, difese agli ostacoli, difese alla porta, …) e soprattutto non deludere il tuo istruttore anche questa volta.


È una vera e propria sfida con te stessa: se credi in te, ce la puoi fare! Ognuno di noi ha il proprio “trucco” per riuscire: c’è chi trattiene tutta la rabbia che ha in corpo e la riesce a trasformare in rabbia positiva, sotto forma di forza e coraggio, che si traduce in una buona performance in sella; …
Io personalmente immagino di non essere sola in sella, ma che con me ci sia anche il “mio guerriero”, questa convinzione a volte la rafforzo spruzzandomi il suo profumo prima di andare al maneggio. Sentirlo mi rassicura.
Magari il tuo istruttore, conoscendoti da un po’ ha capito che questa sorta di ultimatum, che per i più non funziona, ti sarà d’aiuto e ti farà scattare la molla per riacquisire fiducia in te stessa e nelle tue capacità. Anche se rimane impassibile, quasi con fare silenziosamente severo, quasi a ricordare l’atteggiamento di un ufficiale, lo fa per te.
Sarai soddisfatta quando a fine lezione si complimenterà con te, facendoti notare che non sei la stessa delle volte precedenti, che ora hai una marcia in più, promettendoti che continuerà a farti lezione, perché ora c’è qualcosa su cui lavorare.
Ricorda: non smettere mai di credere nella riuscita del binomio, anche quando tutto sembra ormai perduto e ti sembra solo di fare un passo avanti e cento indietro.
Se non ti sei ancora avvicinato a questo sport, spero di non averti demotivato prima di iniziare, è bellissimo è come prendere in prestito la libertà.

Intrappolatati da una maschera

Ognun vede quel che tu pari. Pochi sentono quel che tu sei.
Niccolò Machiavelli

Cucite addosso così perfettamente, che farle cadere sembra quasi impossibile. È il giudizio, o il pregiudizio, che gli altri creano di te a metterle insieme e sostenerle. Così la tua vera identità, come sei davvero e non come appari resta celata.


Ottenere così una visione sfuocata e distorta di te è più che matematico.
“Eppure non sono affatto così … “. Quante l’avrai detto!
Solo la sensibilità di chi ti sta intorno, il desiderio e la curiosità di conoscerti riescono a scostare pian piano quella maschera pesante e fastidiosa, riuscendo ad esplorare i tuoi strati più profondi e nascosti.

Ogni lasciata è persa, ma …

Arrivi sulla piattaforma con un attimo di ritardo, tenti di raggiungere veloce il tuo vagone, la tua carrozza.
Per quanto ti affretti, le porte si chiudono, si libera nell’aria il consueto fischio che annuncia la partenza, i vagoni si muovono sempre più velocemente.
Non c’è nulla da fare: l’hai perso.

Potrai aspettare quello successivo per raggiungere la tua destinazione, ma sarà diverso, sia nel tempo, che nel modo. Le persone saranno diverse, certo pur sempre persone, ma non le stesse che avresti potuto, o dovuto, incontrare se fossi risucita a salire sul precedente.

Se qualcuno ti è sfuggito, non ti preoccupare, non è mai troppo tardi per recuperare e “Non è mai troppo tardi per essere quello che vuoi essere”.

Ecco il segreto della felicità …

“La felicità della tua vita dipende dalla qualità dei tuoi pensieri” Marco Aurelio

Una volta, visitando una città, ho visto questa targa: “Vicolo della felicità”.

Esiste una strada con questo nome, ma come si fa a raggiungerla veramente?
Chi conosce le giuste indicazioni per arrivarci senza perdersi, percorrere tratti di strada bui e accidentati, per poi deviare in modo altalenante verso altri maggiormente invasi da un’intensa e calorosa luce?
Chi sa la risposta la terrà gelosamente per sé, o chi più altruista la condividerà, proprio come fanno i saggi. Concentrati proprio su questi ultimi, che sono capaci di infondere consigli preziosi.
Marco Aurelio aveva proprio ragione: la chiave di tutto questo sta nei nostri pensieri, o meglio, nella loro qualità. Non ti basta trovare un solo pensiero felice, come fa Peter Pan, perciò cercane più che puoi, tentando di renderne esponenziale l’effetto.

“Attimi di dimenticanza”

“Forse vi sono momentini minuscolini di felicità, e sono quelli durante i quali si dimenticano le cose brutte. La felicità, signorina mia, è fatta di attimi di dimenticanza” Antonio De Curtis – Totò

Quanto sono vere le parole del principe della risata nell’intervista di Oriana Fallaci. Felicità, cos’è la felicità, se non “attimi di dimenticanza”?

Momenti brevi, o lunghi che siano, più o meno intensi, durante i quali la tua mente allontana per un po’ i pensieri tristi, cupi, come un leggero vento che sospinge lontano le nuvole girigie, talvolta cariche di pioggia, per lasciare posto ad un cielo sereno.

Basta una serata con amici; un viaggio, magari in un luogo lontano, incapace di far riaffiorare brutti pensieri; un pomeriggio trascorso a praticare il tuo sport preferito; o buttarti a capofitto in un lavoro che ti appassiona, al punto tale da non aver tempo per altri pensieri; …
Il vento, però, torna, dapprima leggero, poi più insistente a muovere le nuvole plumbee nella tua direzione.

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