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“Sto dalla parte della cicala …”

Chi non conosce la favola della cicala e della formica …
Non so quante di voi emulerebbero una, oppure l’altra.
Io, come Rodari, “Chiedo scusa alla favola antica,… io sto dalla parte della cicala, che il canto più bello non vende, regala”.
Perché scegliere di essere “formiche”, o “cicale”?
Un pizzico di equilibrio tra i due sarebbe sufficiente, non trovate?

” ‘ A livella” – l’insegnamento del principe della risata

Oggi in ufficio un libro appoggiato su di uno scaffale ha attirato la mia attenzione: “‘A livella” , poesia di Totò. Era sempre stato lì in bella vista, ma non me ne ero mai accorta. Nel vederlo la mia mente è tornata indietro a quando il “mio guerriero” mi ha fatto vedere un video dove il famoso attore la recita.
Sfogliandone le pagine e leggendola mi ha fatto riflettere molto di come siamo attaccati al successo, alle apparenze, dediti al dio Lavoro, … Tanta fatica per raggiungere l’agognata carriera, perché, dopotutto i più non hanno “natali illustri, nobilissimi e perfetti”!
Scusate il cinismo di quest’articolo … normalmente sono solare, ottimista e positiva, ma quando un fulmine a ciel sereno ti squarcia la vita, cambi inevitabilmente prospettiva.

Equitazione : molto più che uno sport

“Sei caduta?” ecco la domanda di rito quando torno a casa dal maneggio, non “Ti sei divertita?”. Certo è uno sport pericoloso, ma se possono cadere i cavalieri talentuosi, figuriamoci io che devo ancora imparare tanto, anche se pratico l’equitazione già da qualche anno!
Qualche caduta può starci, il trucco è far si che non diventi un’abitudine e cercare di non farsi impressionare troppo dall’accaduto, ma tornare in sella e reagire.
L’ultima volta, però, devo ammettere che mi sono spaventata un po’! Il mio cavallo era un po’ nervoso, ha fatto uno scatto, non sono stata pronta e non sono riuscita a rimanere in sella. La paura è stata non tanto per la caduta (ho fatto proprio un bel volo!), ma per l’amnesia momentanea conseguente ad essa (poi mi è venuto in mente praticamente tutto!). Pensa non mi ricordavo nemmeno del viaggio casa – maneggio e della lezione fatta vuoto totale! Certo sapevo perfettamente dove ero, conoscevo le persone, ma il non sapere cosa era successo e la sensazione di non avere completamente il controllo della situazione e dei miei ricordi mi aveva fatto venire l’ansia.

Poi sono tornata in sella, anche se ero tesa come una corda di violino …
Riporto qui una frase tratta da “Cavalli e cavalieri” che mi ha particolarmente colpito.

Trovo che l’equitazione sia un po’ metafora della vita: magari le cose non vanno come volevamo che andassero, o come ci eravamo immaginati, qualche ostacolo viene abbattuto, si cade, ma ci si rialza comunque e si cerca di andare avanti.

Charlie Chaplin insegna …

In un giorno dove i protagonisti sono stati pensieri grigi mi è arrivato un messaggio da un amico speciale, solare e saggio:
“Charlie Chaplin raccontò al pubblico una storiella fantastica e tutti incominciarono a ridere
Charlie ripeté la stessa storiella e solo pochi risero
Ripeté di nuovo la stessa storiella e questa volta nessuno rise.
Allora disse queste parole stupende:

“Se non potete continuare a ridere per la stessa battuta, perché continuate a piangere per lo stesso problema?”

Godetevi ogni momento della vita..!! La vita è bella!
È sempre un buon giorno per raccogliere le sue 3 toccanti affermazioni:

(1) niente è permanente in questo mondo, nemmeno i dispiaceri;
(2) mi piace camminare sotto la pioggia, perché nessuno può vedere le mie lacrime;
(3) la giornata più sprecata della nostra vita è quella in cui non abbiamo riso.

Continua a sorridere e condividi questo messaggio con tutti quelli che vuoi veder sorridere! “

Devo ammettere che questo aneddoto non lo conoscevo proprio e nel leggerlo mi sono resa conto di quanto condivida le ultime affermazioni, della prima, invece, non sono molto sicura, soltanto il tempo, forse, può curare i dispiaceri.
Sono una ragazza introversa e anche a me, come afferma Charlie Chaplin, “piace camminare sotto la pioggia perché nessuno può vedere le mie lacrime”. Insomma non sono di quelle che riversano i loro problemi sugli altri, per attirare l’attenzione, o per essere davvero consolata perché quel dispiacere o dolore esiste sul serio ! Sono piuttosto una che preferisce tenere tutto dentro, poi anch’io cedo e devo condividere i miei momenti no con qualcuno, altrimenti esplodo!

Se potessi portare indietro il tempo …

“Nessuno dovrebbe mai conoscere troppo del proprio futuro” affermava con convinzione lo scienziato di “Ritorno al futuro” quando un giovane Michael J. Fox cerava di metterlo in guardia su ciò che la vita aveva in serbo per lui.
Sicuramente sapere troppo su ciò che ti aspetta non ti farebbe vivere allo stesso modo, anzi spaventerebbe.


Avrei voluto avere una sfera di cristallo, nella quale poter scrutare il tuo destino, o una macchina del tempo, con la quale venire a conoscenza di quale crudele sorte la vita aveva in serbo per te, poter alterare gli eventi e salvarti, ma non ci sono riuscita, o forse non mi sono impegnata abbastanza. Sono forse stata troppo superficiale, o sopraffatta da una paura più grande di me e tale da non sapere più che fare? Sono certa che se fosse toccato a me quel futuro, tu avresti trovato il modo, non vi avresti lasciato andare.

“È questo il vivere per me …”

Ieri per radio ho sentito questa canzone di Amedeo Minghi. Non l’avevo mai sentita prima. Forse non la conosci nemmeno tu … Per questo ho messo anche il video …

Magari la troverai un po’ melensa, un po’ datata, …
Ormai siamo abituati a farci trasportare dal ritmo delle canzoni, dai tormentoni e le parole finiscono in secondo piano, l’hai notato?
Per una volta soffermati sulle parole!


“Stringila, la tua vita stringila, … afferrala … “, “… di certezza non ne dà …”, ”da quel cielo scuro di piogge che cadono giù,bagnandoti anche se non vuoi …”
Penso di avere sempre saputo, ed ora più che mai, che, se ti va di fare qualcosa,fallo, non pensare “è troppo tardi”, ricorda “non è mai per troppo tardi … ” Soprattutto non dimenticare, come mi ha detto tempo fa un amico, che la felicità va cercata e non aspettata!

Come scegliere l’istruttore perfetto …

Un bravo istruttore deve essere convinto che anche il peggiore dei suoi allievi possa diventare un campione, altrimenti il rapporto allievo – istruttore non funziona”.
Michel Robert (atleta olimpico di equitazione)

Se anche tu vai a cavallo da un po’, saprai perfettamente che si deve creare una perfetta sinergia tra allievo ed istruttore per ottenere buoni risultati, ma se non lo sai ancora te ne accorgerai prima o poi. Un po’ come del resto è capitato a me, passando da un maneggio all’altro. All’inizio vieni catapultata in un mondo che non conosci affatto e ti accontenti, diciamo così.
Nella mia esperienza di amazzone mi sono resa conto che ne esistono diverse tipologie. Ecco quelle che sono riuscita ad individuare fino ad ora.

1- Il “pallonaro”

Pazienti, pazienti … ma ancora niente ! Soltanto passo, passo e ancora passo … L’emozione del trotto è solo un lontano miraggio! Ti viene da pensare che forse serva un po’ di tempo per prendere confidenza con questo possente animale, cercando di imparare a capirne i movimenti e pian piano cercare di assecondarli.
Ingenuamente ti fidi, pensando che abbia in mente un ben preciso programma da seguire. Quando, però, alla tua entusiasta domanda “Inizieremo con il trotto oggi???” ti risponde “Se te la senti …” evidenzia che sta andando completamente alla cieca!
Come sarebbe “Se te la senti …” ?!!! Insomma devi avere tu il coraggio di fare qualcosa che non hai mai fatto prima? Non ha per niente un programma in mente allora!!!

2- Il fuori di testa

A lezione ha la geniale idea di far saltare in ripresa (uno dietro l’altro). Follia completa: se uno cade, si crea un pericolosissimo effetto domino, soprattutto se la padronanza del mezzo non è ancora un gran che!

3- Il frustrato

Probabilmente in vita sua non ha fatto una gran carriera agonistica e pretende che tu debba vincere tutte le gare alle quali partecipi. Ed eccolo in campo, o all’ingresso dello stesso, che segue la tua performance e se commetti troppi errori inizia a sbraitare sempre più, mettendosi le mani tra i capelli ad ogni ostacolo abbattuto. Per non parlare poi se fai eliminato … ti ammonisce con “La prossima volta non mi freghi più, fai la categoria più bassa!”.

4- Il melenso
Hai presente quello che utilizza i vezzeggiativi “trottino”, “galoppino”, “carezzina”, … ? Non so tu, ma io difficilmente riuscirei a sopportarlo!
Ricorda l’equitazione è uno sport in cui le parole chiave sono grinta, fiducia e sensibilità.

5- Molto di più che un istruttore …
Credimi, soprattutto alle prime armi, avrai bisogno di una persona ti cui ti fidi, capace di capire se un giorno hai troppa paura, se è un periodo no, o c’è qualcosa che ti blocca, ma ti assicuro che sarà fondamentale anche in un secondo tempo, quando già sarai più pratica e sicura.
A tale proposito mi viene in mente una volta quando in campo ero tesa come una corda di violino, lui l’aveva intuito, quindi mi ha abbassato gli ostacoli, rincuorandomi con le parole “Non si deve avere fretta nell’equitazione!”.
È quella voce che ti dice con decisione “torna!” e tu sul tuo destriero vai verso il salto, pensando “Ancora?! Non ne posso più per oggi, sono davvero esausta! Proprio adesso che pensavo per fortuna che è andato tutto bene e non sono caduta …”, ma ugualmente provi un’altra volta, anche se magari il salto ti sembra un po’ più alto, perché sei sicura che non sia affatto uno sconsiderato e che se l’ha messo così sia perfettamente alla tua portata !

È quello soddisfatto dei tuoi, anche se piccoli, progressi, ed è convinto che tu possa continuare a migliorare, quello capace di trasformare la tua paura in coraggio.
La cosa speciale non è soltanto la grande passione che mette il suo lavoro e che riesce con enorme efficacia a trasmettere (cosa che non è da tutti: la maggior parte può essere un abilissimo cavaliere, ma negato per insegnare!), ma anche nel suo rapporto di vera amicizia che siamo riusciti ad instaurare.
Mi sono così resa conto, dopo aver conosciuto quello perfetto, di come sia vera questa frase di Oscar Wilde: “Ho dei gusti semplicissimi: mi accontento sempre del meglio”.

I sogni son desideri …

“I sogni son desideri di felicità …” canta Cenerentola.

101 sono davvero tanti! Ho deciso di provare a stilare una lista.

1- Completare tutto quello che il “mio guerriero” ha iniziato, ma non ha avuto la fortuna di vedere completamente realizzato
2- Imparare a suonare la chitarra
3- Andare a fare un corso di tuffi
4- Imparare a guidare la moto: almeno mi sembrerebbe che il “mio guerriero” sia ancora con me …
5- Diventare OTEB (Operatore Tecnico Equestre di Base): è da qualche anno che vado a cavallo (faccio monta inglese) e tra poco è quasi un anno che ho il brevetto
6- Imparare a salire a cavallo in appoggio
7- Insegnare al mio cavallo ad arrivare al mio fischio
8- Conquistare il mio “mister perfect”
9- Trovare il modo di lasciarmi andare: a volte anziché il “freno a mano tirato”, sembra quasi che abbia ingranato la retromarcia!
10- Riallacciare rapporti con amici e conoscenti persi un po’ di vista
11- Imparare lo spagnolo: mi è sempre piaciuta la musicalità di questa lingua!
12- Imparare l’arabo: complicato, ma piacciono le sfide e sono sempre stata portata per le lingue
13- Rinfrescare il francese del liceo e consolidarlo
14- Partire per un viaggio con biglietto di sola andata: non ho fatto l’Erasmus, chissà perché poi? Ah sì, ora ricordo, la voglia e la fretta di finire gli esami e vedermi laureata!
15- Salire sulla torre degli Asinelli: sono sicura che lo troverete incredibile, sono di Bologna, ma non ne ho mai trovato il tempo. Assurdo non vi pare?
16- Imparare a giocare a scacchi: so soltanto come muovono i pezzi, ma non conosco le strategie di gioco
17- Comprare un cane: ne ho sempre desiderato uno ed ora più che mai credo di averne bisogno, riempirebbe il silenzio assordante della mia grande casa !
18- Imparare a fare le evoluzioni sui tappeti elastici
19- Imparare a fare le evoluzioni con quei cerchi che usano gli acrobati

Caspita, formularne 101 è davvero difficile! Forse non riesco solo a metterli nero su bianco!

Compilando questa lista mi sono accorta di come mi sarebbe calzato a pennello il nome Rossella, perché, sono piena di entusiasmo, con il desiderio di fare tante cose, ma un po’ lenta e forse con poco senso del tempo, così finisco spesso per dire “lo faccio domani, domani è un altro giorno.” Sembra quasi che a volte non mi renda conto che un giorno ha solo 24 ore, per riuscire a fare quello che vorrei dovrei fare l’extension al tempo !!!
Ti potrà sembrare sciocco, ma se provi, scoprirai molto su di te e magari sfaccettature, che erano rimaste nascoste da un bel po’, o che forse avevi dimenticato. Io, per esempio, mi sono resa conto che il fulcro di tutto è “lasciarmi andare” nella vita in generale, sentimentalmente e lavorativamente parlando. Ho voglia di stare all’aria aperta, di sentirmi libera e non di sentirmi “intrappolata” in un ufficio; dopotutto “NON È MAI TROPPO TARDI PER ESSERE QUELLO CHE VUOI ESSERE!”

Prendere in prestito la libertà

“Il cavaliere deve essere coraggioso per tutti e due: deve infondere coraggio al cavallo. ” Piero d’Inzeo

Quando aspetto di entrare in campo gara guardo gli ostacoli quasi a sfidarli, come quasi a dire “insieme ce la possiamo fare!”. A volte, però, penso “ma chi me l’ha fatto fare!” , ho paura solo a guardarli quei salti, figuriamoci a superarli! Ma ti assicuro che è una sensazione indescrivibile quando tu e il tuo destriero superate ostacolo dopo ostacolo, adrenalina pura, cosa che saprai perfettamente se anche tu pratichi questa disciplina dell’equitazione. È proprio come prendere in prestito la libertà e, concentrata sul percorso da eseguire, tutti i pensieri svaniscono e rimaniamo soltanto noi due.

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