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Spero di non innamorarmi mai …

Leggendo il titolo di questo post, vi starete chiedendo: “Ma come? Innamorarsi è la cosa più bella che possa capitare!”
Allora è il caso che mi spieghi meglio.
Da bambina questa scena di “Amore e incantesimi”, che riporto di seguito, mi ha colpito molto.

Anch’io come la piccola strega Sally vorrei poter formulare una formula magica per poter proteggermi dall’amore. Proprio così proteggermi dall’amore, riuscendo, se possibile, a mettere una corazza sul cuore.

Questo sentimento per quanto dolce, può essere estremamente pericoloso: se inciampi nella persona sbagliata, se soltanto tu vieni colpita da una delle frecce scagliate dal maldestro Cupido, o se nel destino è già scritto che perderai il tuo lui troppo presto.

Se fossi in grado di formulare anche un solo incantesimo, non sarebbe comunque possibile sfuggirgli, prima, o poi, volenti o nolenti, accade.

Una torta insolita … Come preparare una torta per il tuo cavallo

Le ricorrenze, si sa, sono importanti, per non parlare dei compleanni.
Se vuoi stupire il tuo amico a quattro zampe con qualcosa di gustoso in un giorno speciale, prova con questa semplicissima torta.
Taglia a pezzetti qualche finocchio e disponilo in una ciotola di plastica, taglia a metà le susine, avendo l’accortezza di togiere i noccioli, non esagerare, però con la quantità, sono zuccherine. Fai in queste ultime un piccolo foro, in modo da poter passare le carote, decorandole, così, nella parte inferiore. Inserisci le carote coì guarnite tra gli interstizi dei finocchi, sembreranno delle perfette candeline. Guarnisci il tutto con una piccola manciata di mangime.
Deliziosa, no ?

Basta solo saper osservare …

Hai mai notato che nella sezione di un tronco ci sono già i più disparati disegni? Sta solo nella capacità dell’artista dare vita a queste forme, che sono intrappolate nel legno.

Se guardi attentamente la foto, riconoscerai la testa di un cavallo in atteggiamento, un volto maschile e uno femminile e due figure che si baciano, …
Curioso, non trovi?
Allo stesso modo in ognuno di noi vivono numerose qualità, sta a noi farle emergere e agli altri saperle trovare. Non tutti, però, sanno osservare!

Come scegliere la scuderia giusta

È da un po’ che conosco questa realtà e gli errori che ho commesso mi hanno permesso di stilare questi consigli.

1) Vai a vedere il maneggio in una giornata di pioggia: se ti sembrerà bello in una giornata uggiosa, a maggior ragione lo sarà con il sole.

2) Fai un’accurata radiografia alla scuderia in modo tale da capire come vengono trattati i cavalli.

3) Se ci sono i paddock, chiedi come vengono utilizzati. Ricorda, il fatto che ci siano non è condizione sufficiente affinché possano essere utilizzati: magari potresti scoprire che li usano soltanto d’estate, o cosa ancora più assurda riservati ai cavalli del proprietario!

4)Tieni a mente che l’equitazione è uno sport che si pratica in due, quindi non solo ti deve piacere il posto, andare d’accordo con i proprietari, ma soprattutto devi condividere come concepiscono il cavallo. Amico o mezzo per vincere le gare e dopo una galoppata o un percorso di salti da rinchiudere nel box?
Si dice spesso “vita da cani”, ma sarebbe più appropriato “da equini”!
Il nostro fido lo portiamo a fare una passeggiata, lo teniamo con noi in ufficio, in giardino in un recinto dove può correre e giocare, lo portiamo in casa per farci compagnia. Insomma, sta sempre con noi! Il cavallo, invece, ha una sorta di libertà vigilata , poi di nuovo rinchiuso in quel box spesso troppo poco luminoso e piccolo.
Quanti maneggi e centri ippici dovrebbero chiudere o mettere sotto sequestro per maltrattamento cavalli (intendendo la più ampia accezione del termine) tra i tanti che sono nati come funghi sul nostro territorio.

Occhio alla penna e buona ricerca!

A Carnevale ogni ricetta vale! – FRITTELLE DI CARNEVALE

Ingredienti:
4 uova intere
100 g di zucchero
un bicchierino di rum
un bicchierino di marsala
400 g di farina bianca
2 cucchiai di farina gialla
½ bustina di lievito
50 g di uva passa

Preparazione:
Si sbattono le uova con lo zucchero, il rum e il marsala. Si unisce la farina bianca ben setacciata, così da ottenere una pasta piuttosto dura. Si aggiungono due cucchiai di farina gialla, mezza bustina di lievito e l’uva passa. Si impasta bene tutto e si versa a cucchiai nell’olio bollente, si scola e si spolvera di zucchero a velo. Si possono servire anche guarnite con miele sciolto al calore con l’aggiunta di uno o due cucchiai di alchermes.

E tu cosa vorresti per Natale?

Quando ero bambina erano sufficienti davvero pochi ingredienti per rendere viva l’atmosfera natalizia e farmi sentire felice: il piatto con una fetta di panettone ed un bicchiere di vino rosso, che mamma e papà mettevano la notte della Vigilia davanti al camino, e con mio stupore la mattina seguente erano vuoti (così continuavo a credere a Babbo Natale) ; gli addobbi del nostro albero; i regali; ed infine, ma non meno importante, l’affetto della mia famiglia.
Quell’affetto si è per così dire incrinato, non è più lo stesso da quando non ci sei più tu.
Sarebbe fantastico se bastasse un semplice desiderio, o una magia per riportare tutto com’era prima, non trovi?

L’unico modo per sentirti più vicino è cercare di fare quello che eravamo soliti fare insieme: preparare un buon aperitivo, cucinare, guardare un film nel lettone, …
Mi manchi, ti vorrei qui con me !

Dolce Natale …

Natale non è Natale senza panone (dolce tipico del bolognese) …

Ecco come prepararlo …

Ingredienti:

Farina 1 kg
Mandorle 300 g
Zucchero 350 g
Canditi misti 300 g
Vaniglia 100 g
Uva sultanina 500 g
Burro g 100
Uova 2
Lievito per 2 kg
Cioccolata 200 g
Marmellata 600 g

Procedimento:

Non chiedermelo! L’ho sempre visto preparare dalla mia nonna, e come si sa, le nonne hanno sempre i loro segreti …

Se riuscirai nell’intento, il profumo e il sapore saranno sbalorditivi!

“… come è fredda la realtà quando hai un chiodo dentro al cuore …”

In un’aspettata gelida mattinata d’inizio novembre guido lentamente su una strada completamente innevata, mentre grandi fiocchi continuano a cadere, attutendo ogni rumore, tranne quelli della mia anima. Mi vengono in mente le parole di uno dei tormentoni che passano alla radio : “ come è fredda la realtà quando hai un chiodo dentro al cuore … “ .

Credevo che affinché quel “chiodo” potesse uscire e cercare di far rimarginare quella “ferita” servisse tempo, ma sbagliavo, o forse non ne è passato ancora abbastanza. Per quanto ne trascorrerà non penso che proverò meno dolore, ma forse mi sarò abituata a conviverci.

Lo sport dei re

Conosci il “bicchiere della staffa”, quello che si beve prima di congedarsi dagli amici, quando si ha già un piede nella staffa, pronti per montare a cavallo?
Forse l’hai sentita solo come espressione, ma potresti dire di averlo provato per davvero se avessi mai partecipato ad una caccia alla volpe. Tutti i partecipanti, vestiti come dei perfetti nobili inglesi, sorseggiano liquore servito in bei bicchieri, mentre passeggiano nel campo in sabbia sui loro destrieri. Poi, quando tutti sono pronti, ecco che si parte per la caccia.

Se pratichi l’equitazione già da un po’ di tempo e hai già assunto una discreta padronanza del mezzo, credo che tu possa tranquillamente prendervi parte. Anche se farai il percorso soltanto al passo e trotto, magari osando solo in alcuni tratti un po’ di galoppo, ti renderai sicuramente conto di come dia molta più soddisfazione con il proprio cavallo, che con uno della scuola. Ricorda che i cavalli si mettono in competizione tra loro, soprattutto all’inizio, quindi, come diceva una persona a me molto cara “occhio alla penna!”, soprattutto i primi minuti di caccia.
Il rumore degli zoccoli sulla terra, il suono del vento, che fa volteggiare le foglie d’autunno ormai cadute, i colori caldi dell’autunno ti fanno sentire libero e quasi ti senti catapultato in un epoca passata, poi si deve tornare alla realtà!

“Sto dalla parte della cicala …”

Chi non conosce la favola della cicala e della formica …
Non so quante di voi emulerebbero una, oppure l’altra.
Io, come Rodari, “Chiedo scusa alla favola antica,… io sto dalla parte della cicala, che il canto più bello non vende, regala”.
Perché scegliere di essere “formiche”, o “cicale”?
Un pizzico di equilibrio tra i due sarebbe sufficiente, non trovate?

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