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Se potessi portare indietro il tempo …

“Nessuno dovrebbe mai conoscere troppo del proprio futuro” affermava con convinzione lo scienziato di “Ritorno al futuro” quando un giovane Michael J. Fox cerava di metterlo in guardia su ciò che la vita aveva in serbo per lui.
Sicuramente sapere troppo su ciò che ti aspetta non ti farebbe vivere allo stesso modo, anzi spaventerebbe.


Avrei voluto avere una sfera di cristallo, nella quale poter scrutare il tuo destino, o una macchina del tempo, con la quale venire a conoscenza di quale crudele sorte la vita aveva in serbo per te, poter alterare gli eventi e salvarti, ma non ci sono riuscita, o forse non mi sono impegnata abbastanza. Sono forse stata troppo superficiale, o sopraffatta da una paura più grande di me e tale da non sapere più che fare? Sono certa che se fosse toccato a me quel futuro, tu avresti trovato il modo, non vi avresti lasciato andare.

“È questo il vivere per me …”

Ieri per radio ho sentito questa canzone di Amedeo Minghi. Non l’avevo mai sentita prima. Forse non la conosci nemmeno tu … Per questo ho messo anche il video …

Magari la troverai un po’ melensa, un po’ datata, …
Ormai siamo abituati a farci trasportare dal ritmo delle canzoni, dai tormentoni e le parole finiscono in secondo piano, l’hai notato?
Per una volta soffermati sulle parole!


“Stringila, la tua vita stringila, … afferrala … “, “… di certezza non ne dà …”, ”da quel cielo scuro di piogge che cadono giù,bagnandoti anche se non vuoi …”
Penso di avere sempre saputo, ed ora più che mai, che, se ti va di fare qualcosa,fallo, non pensare “è troppo tardi”, ricorda “non è mai per troppo tardi … ” Soprattutto non dimenticare, come mi ha detto tempo fa un amico, che la felicità va cercata e non aspettata!

Come scegliere l’istruttore perfetto …

Un bravo istruttore deve essere convinto che anche il peggiore dei suoi allievi possa diventare un campione, altrimenti il rapporto allievo – istruttore non funziona”.
Michel Robert (atleta olimpico di equitazione)

Se anche tu vai a cavallo da un po’, saprai perfettamente che si deve creare una perfetta sinergia tra allievo ed istruttore per ottenere buoni risultati, ma se non lo sai ancora te ne accorgerai prima o poi. Un po’ come del resto è capitato a me, passando da un maneggio all’altro. All’inizio vieni catapultata in un mondo che non conosci affatto e ti accontenti, diciamo così.
Nella mia esperienza di amazzone mi sono resa conto che ne esistono diverse tipologie. Ecco quelle che sono riuscita ad individuare fino ad ora.

1- Il “pallonaro”

Pazienti, pazienti … ma ancora niente ! Soltanto passo, passo e ancora passo … L’emozione del trotto è solo un lontano miraggio! Ti viene da pensare che forse serva un po’ di tempo per prendere confidenza con questo possente animale, cercando di imparare a capirne i movimenti e pian piano cercare di assecondarli.
Ingenuamente ti fidi, pensando che abbia in mente un ben preciso programma da seguire. Quando, però, alla tua entusiasta domanda “Inizieremo con il trotto oggi???” ti risponde “Se te la senti …” evidenzia che sta andando completamente alla cieca!
Come sarebbe “Se te la senti …” ?!!! Insomma devi avere tu il coraggio di fare qualcosa che non hai mai fatto prima? Non ha per niente un programma in mente allora!!!

2- Il fuori di testa

A lezione ha la geniale idea di far saltare in ripresa (uno dietro l’altro). Follia completa: se uno cade, si crea un pericolosissimo effetto domino, soprattutto se la padronanza del mezzo non è ancora un gran che!

3- Il frustrato

Probabilmente in vita sua non ha fatto una gran carriera agonistica e pretende che tu debba vincere tutte le gare alle quali partecipi. Ed eccolo in campo, o all’ingresso dello stesso, che segue la tua performance e se commetti troppi errori inizia a sbraitare sempre più, mettendosi le mani tra i capelli ad ogni ostacolo abbattuto. Per non parlare poi se fai eliminato … ti ammonisce con “La prossima volta non mi freghi più, fai la categoria più bassa!”.

4- Il melenso
Hai presente quello che utilizza i vezzeggiativi “trottino”, “galoppino”, “carezzina”, … ? Non so tu, ma io difficilmente riuscirei a sopportarlo!
Ricorda l’equitazione è uno sport in cui le parole chiave sono grinta, fiducia e sensibilità.

5- Molto di più che un istruttore …
Credimi, soprattutto alle prime armi, avrai bisogno di una persona ti cui ti fidi, capace di capire se un giorno hai troppa paura, se è un periodo no, o c’è qualcosa che ti blocca, ma ti assicuro che sarà fondamentale anche in un secondo tempo, quando già sarai più pratica e sicura.
A tale proposito mi viene in mente una volta quando in campo ero tesa come una corda di violino, lui l’aveva intuito, quindi mi ha abbassato gli ostacoli, rincuorandomi con le parole “Non si deve avere fretta nell’equitazione!”.
È quella voce che ti dice con decisione “torna!” e tu sul tuo destriero vai verso il salto, pensando “Ancora?! Non ne posso più per oggi, sono davvero esausta! Proprio adesso che pensavo per fortuna che è andato tutto bene e non sono caduta …”, ma ugualmente provi un’altra volta, anche se magari il salto ti sembra un po’ più alto, perché sei sicura che non sia affatto uno sconsiderato e che se l’ha messo così sia perfettamente alla tua portata !

È quello soddisfatto dei tuoi, anche se piccoli, progressi, ed è convinto che tu possa continuare a migliorare, quello capace di trasformare la tua paura in coraggio.
La cosa speciale non è soltanto la grande passione che mette il suo lavoro e che riesce con enorme efficacia a trasmettere (cosa che non è da tutti: la maggior parte può essere un abilissimo cavaliere, ma negato per insegnare!), ma anche nel suo rapporto di vera amicizia che siamo riusciti ad instaurare.
Mi sono così resa conto, dopo aver conosciuto quello perfetto, di come sia vera questa frase di Oscar Wilde: “Ho dei gusti semplicissimi: mi accontento sempre del meglio”.

I sogni son desideri …

“I sogni son desideri di felicità …” canta Cenerentola.

101 sono davvero tanti! Ho deciso di provare a stilare una lista.

1- Completare tutto quello che il “mio guerriero” ha iniziato, ma non ha avuto la fortuna di vedere completamente realizzato
2- Imparare a suonare la chitarra
3- Andare a fare un corso di tuffi
4- Imparare a guidare la moto: almeno mi sembrerebbe che il “mio guerriero” sia ancora con me …
5- Diventare OTEB (Operatore Tecnico Equestre di Base): è da qualche anno che vado a cavallo (faccio monta inglese) e tra poco è quasi un anno che ho il brevetto
6- Imparare a salire a cavallo in appoggio
7- Insegnare al mio cavallo ad arrivare al mio fischio
8- Conquistare il mio “mister perfect”
9- Trovare il modo di lasciarmi andare: a volte anziché il “freno a mano tirato”, sembra quasi che abbia ingranato la retromarcia!
10- Riallacciare rapporti con amici e conoscenti persi un po’ di vista
11- Imparare lo spagnolo: mi è sempre piaciuta la musicalità di questa lingua!
12- Imparare l’arabo: complicato, ma piacciono le sfide e sono sempre stata portata per le lingue
13- Rinfrescare il francese del liceo e consolidarlo
14- Partire per un viaggio con biglietto di sola andata: non ho fatto l’Erasmus, chissà perché poi? Ah sì, ora ricordo, la voglia e la fretta di finire gli esami e vedermi laureata!
15- Salire sulla torre degli Asinelli: sono sicura che lo troverete incredibile, sono di Bologna, ma non ne ho mai trovato il tempo. Assurdo non vi pare?
16- Imparare a giocare a scacchi: so soltanto come muovono i pezzi, ma non conosco le strategie di gioco
17- Comprare un cane: ne ho sempre desiderato uno ed ora più che mai credo di averne bisogno, riempirebbe il silenzio assordante della mia grande casa !
18- Imparare a fare le evoluzioni sui tappeti elastici
19- Imparare a fare le evoluzioni con quei cerchi che usano gli acrobati

Caspita, formularne 101 è davvero difficile! Forse non riesco solo a metterli nero su bianco!

Compilando questa lista mi sono accorta di come mi sarebbe calzato a pennello il nome Rossella, perché, sono piena di entusiasmo, con il desiderio di fare tante cose, ma un po’ lenta e forse con poco senso del tempo, così finisco spesso per dire “lo faccio domani, domani è un altro giorno.” Sembra quasi che a volte non mi renda conto che un giorno ha solo 24 ore, per riuscire a fare quello che vorrei dovrei fare l’extension al tempo !!!
Ti potrà sembrare sciocco, ma se provi, scoprirai molto su di te e magari sfaccettature, che erano rimaste nascoste da un bel po’, o che forse avevi dimenticato. Io, per esempio, mi sono resa conto che il fulcro di tutto è “lasciarmi andare” nella vita in generale, sentimentalmente e lavorativamente parlando. Ho voglia di stare all’aria aperta, di sentirmi libera e non di sentirmi “intrappolata” in un ufficio; dopotutto “NON È MAI TROPPO TARDI PER ESSERE QUELLO CHE VUOI ESSERE!”

Prendere in prestito la libertà

“Il cavaliere deve essere coraggioso per tutti e due: deve infondere coraggio al cavallo. ” Piero d’Inzeo

Quando aspetto di entrare in campo gara guardo gli ostacoli quasi a sfidarli, come quasi a dire “insieme ce la possiamo fare!”. A volte, però, penso “ma chi me l’ha fatto fare!” , ho paura solo a guardarli quei salti, figuriamoci a superarli! Ma ti assicuro che è una sensazione indescrivibile quando tu e il tuo destriero superate ostacolo dopo ostacolo, adrenalina pura, cosa che saprai perfettamente se anche tu pratichi questa disciplina dell’equitazione. È proprio come prendere in prestito la libertà e, concentrata sul percorso da eseguire, tutti i pensieri svaniscono e rimaniamo soltanto noi due.

Paura di dimenticarti

Non appena varco la soglia di casa, dopo aver trascorso intere giornate lontano da casa, a volte mi viene da pensare che tu sia ancora lì. Chissà perché questo pensiero … forse perché cerco di resettare momentaneamente la realtà e di rifugiarmi in un mondo fittizio, di cui tu fai ancora parte. Sono ormai diversi mesi, però, che non ci sei più, ma non l’ho ancora accettato. Forse è normale, forse mi servirà ancora tempo, o forse per quanto tempo potrà passare, non sarà mai abbastanza, ma è davvero difficile convivere con questa situazione e col vuoto che hai lasciato. Sembra quasi di vivere una vita parallela.
Per di più ho il folle terrore di dimenticarti, già dimenticarti. Tutti mi dicono che è impossibile, ma se i ricordi collegati a te svanissero per sempre, come se non fossi mai esisto? Se scordi un volto, c’è sempre una foto che viene in tuo aiuto, ma i ricordi?
Ho paura di dimenticare la tua risata; il modo con cui tamburellavi con la mano sul volante, mentre risuonava a tutto volume la tua canzone preferita; il modo con cui ti brillavano gli occhi quando sorridevi; come facevi l’occhiolino; la tua voce; il tuo essere geniale in ogni occasione; le prelibatezze che preparavi con quel poco che c’era in frigorifero; i momenti passati insieme; …
Con tutti questi pensieri mi viene in mente una scena di un film che guardavo da bambina.

Ma come si fa ?

Seduta in un locale con un’amica, mentre aspettiamo di ordinare, mi colpisce una giovane coppia. Lui ordina una birra, lei acqua. Ecco la solita moscia! Ma come si fa a stare con una così?Addirittura ordina un hamburger, chiedendo espressamente “senza salsa barbecue”. Ma come si fa, dico io, è soltanto un panino e le salse sono fondamentali! È junk food e i condimenti contribuiscono a renderlo tale! Che senso avrebbe decidere di mangiarlo, se poi devi farti tante paranoie? Senza questo, quello, o con l’aggiunta di … Mah !
A tale proposito mi viene in mente un tipo che una volta, rivolgendosi a me, mi ha detto “ma è strano che le ragazze bevano la birra !”. Io l’ho guardato semplicemente sorridendo , pensando “quelle toste sì !”.

Vengo poi incuriosita da una ragazza che mangia una pizza margherita. Ha scelto questo gusto semplice, forse perché è sempre l’eterna indecisa e crede che, non essendo farcita, sia meno calorica, ma poi ci mette sopra la maionese (sai quella nelle bustine per le patatine fritte ???) . Completamente assurdo ! È convinta che questa genialata la faccia ingrassare meno ? Si mangia più volentieri fuori, sai, sapori diversi, non trovi ? E lei per non sbagliare (sbagliare cosa poi ? anche se l’assaggi, poi ti rendi conto che non è stata di tuo gradimento, la prossima volta non la sceglierai più, ma almeno puoi dire di averla provata!) preferisce andare sul sicuro con una banalissima e noiosissima margherita !

Abbracciami!

Quante volte avrei voluto dirti “Abbracciami!”, ma, non capisco bene il perché non sia riuscita ancora a formulare questa parola così semplice, eppure dall’effetto così benefico. Forse perché solamente incrociare il tuo sguardo profondo e rassicurante è già sufficiente a farmi sentire meno male e ad allontanare, almeno per un po’, i brutti pensieri; o forse non ho il coraggio di chiedertelo, non perché me lo negheresti, ma perché, nel tentativo di farmi raggiungere la superficie, le lacrime farebbero timidamente capolino nei tuoi occhi e tu con forza le ricacceresti indietro.

Sarà quello giusto?

Non so voi, ma io il mio “mister perfect” non l’ho ancora trovato: sono perseguitata da questa regola “chi mi fuma non mi piace” e “chi mi piace non mi fuma”, o mi infatuo sempre di quello sbagliato! L’ultima sbandata (se la vogliamo definire così, questa dura da circa due anni) è per un uomo che nel complesso è assolutamente perfetto: cortese, educato, interessante, con valori (al giorno d’oggi è difficile trovarne di persone così!),con il quale mi sento capita e protetta, in particolar modo in questo periodo della mia vita, nel quale mi sento proprio come canta Sia in “Helium”:

“I’m trying but I keep falling down
I cry out but nothing comes now
I’m giving my all
And I know peace will come
I never wanted to need someone

Yeah, I wanted to play tough
Thought I could do all this on my own
But even Superwoman
Sometimes needed Superman’s soul
Help me out of this hell
Your love lifts me up like helium
Your love lifts me up when I’m down down down
When I’ve hit the ground
You’re all I need …”

Insomma è proprio una perla! Se non fosse per il fatto che è accompagnato. Uffa! Ma cosa ci trova in questa tipa così diversa da lui? D’accordo che “gli opposti si attraggono”, e che “l’amore è cieco”, ma a tutto c’è un limite!
Lei non è per niente alla sua altezza: lui solare, brillante, sportivo, spiritoso, che si sa stupire delle cose della vita, anche se ha qualche anno in più di me; lei musona, gelosa, che non sa né di me, né di te, vestita come se non tenga per niente né a se stessa, tantomeno a lui, come se quasi non si renda conto che al suo fianco ha un tipo da paura!
Conquistarlo e far si che diventi mio … come fare?
Dentro di me iniziano a combattere due vocine che mi sussurrano consigli contrastanti: una mi spiega che non è moralmente corretto “sfasciare” quell’isola felice; l’altra che qualche momento di felicità spetta anche a me! E se fosse quel lui tanto menzionato dalla mia dolce nonna, che diceva spesso “Sono un po’strega, sai! Vedrai che una volta completati gli studi lo trovi!”?
Diventare amica del “nemico” per scoprire i difetti della sua compagna e trovare il modo di metterla in cattiva luce? Potrei cercare di comportarmi alla stregua dell’insetto stecco, che è un vero mago del mimetismo, non solo per l’aspetto, ma anche per il comportamento: non vola, non punge e non scappa. Spero, però, di non fare come Julia Roberts ne “Il matrimonio del mio migliore amico” che cerca invano di sabotare il matrimonio del suo migliore amico, di cui lei è innamorata. Oppure potrei adottare la tattica del “non ti curar di lei, ma guarda e passa”?
Mentre in me vive questo dilemma, mi viene in mente quanto mi ha detto una volta un’amica:
“Il mondo è pieno di persone che in qualche modo ti possono piacere, è anche questione di occasioni per conoscerle, per instaurare un rapporto duraturo d’amore. Mi sembra che fino ad ora tu abbia avuto poche opportunità per fare tutto ciò, quindi quell’unico speciale diventa ”unico”, perché è l’unico che hai l’occasione di frequentare. Voglio dirti di non fissarti con una persona che non è libera.” Ma lei, non avendolo mai conosciuto di persona, non può di certo capire!

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