“… sono forte sì, ma anche fragile … Le difficoltà in equitazione

… sono forte sì, ma poi sono anche fragile …

Elisa

Equitazione?! Ma che sport è?! Tanto fa fatica solo il cavallo!”
Anch’io ti confesso di averlo pensato, quando ero ancora ignorante in materia e non avevo mai montato prima. Poi mi sono accorta di come sia più impegnativo di tanti altri sport.
Un binomio da creare, coordinare, gestire per creare perfetta armonia, in modo tale che quasi sembri un tutt’uno e che ci si dimentichi quasi che è composto da due identità distinte. Un binomio pensante con istinti, paure, emozioni, …
Fatica, determinazione, coraggio e soprattutto fiducia sono le parole d’ordine.
Coni d’ombra possono durare a lungo: difficoltà a partire al galoppo per paura di una sgroppata, paura di saltare, …
Sei arrivato al punto che a credere nel binomio sei soltanto tu. Il tuo istruttore crede in te come amazzone e nel tuo cavallo come cavallo sportivo, non più in voi come binomio. Ti osserva stando in piedi al centro del campo, limitandosi dirti il minimo necessario su quali esercizi devi compiere (pista, figure di maneggio, cavalletti, …) e su come eseguirli correttamente. Non usa la sua tipica enfasi nella voce, pronunciando le parole “gambe!”, “frusta!”, “brava!”, … Ti vuole solo mettere alla prova, vuole capire quanta voglia di riuscire, quanta grinta, … riesci a tirare fuori da sola, senza che lui ti esorti e ti incoraggi. Automaticamente ti senti sotto esame, osservata, giudicata. Esegui quanto ti è stato richiesto quasi senza respirare, cercando di essere il più precisa possibile nei movimenti, senza ottenere risposte indesiderate dal tuo destriero (fermate, sgroppate, difese agli ostacoli, difese alla porta, …) e soprattutto non deludere il tuo istruttore anche questa volta.


È una vera e propria sfida con te stessa: se credi in te, ce la puoi fare! Ognuno di noi ha il proprio “trucco” per riuscire: c’è chi trattiene tutta la rabbia che ha in corpo e la riesce a trasformare in rabbia positiva, sotto forma di forza e coraggio, che si traduce in una buona performance in sella; …
Io personalmente immagino di non essere sola in sella, ma che con me ci sia anche il “mio guerriero”, questa convinzione a volte la rafforzo spruzzandomi il suo profumo prima di andare al maneggio. Sentirlo mi rassicura.
Magari il tuo istruttore, conoscendoti da un po’ ha capito che questa sorta di ultimatum, che per i più non funziona, ti sarà d’aiuto e ti farà scattare la molla per riacquisire fiducia in te stessa e nelle tue capacità. Anche se rimane impassibile, quasi con fare silenziosamente severo, quasi a ricordare l’atteggiamento di un ufficiale, lo fa per te.
Sarai soddisfatta quando a fine lezione si complimenterà con te, facendoti notare che non sei la stessa delle volte precedenti, che ora hai una marcia in più, promettendoti che continuerà a farti lezione, perché ora c’è qualcosa su cui lavorare.
Ricorda: non smettere mai di credere nella riuscita del binomio, anche quando tutto sembra ormai perduto e ti sembra solo di fare un passo avanti e cento indietro.
Se non ti sei ancora avvicinato a questo sport, spero di non averti demotivato prima di iniziare, è bellissimo è come prendere in prestito la libertà.

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